Alzheimer e alluminio – ricette-detox-alluminio

Che malattia è l’alzheimer?

L’ alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa progressivamente invalidante. La ricerca indica che la malattia è strettamente associata a placche amiloidi e ammassi neurofibrillari  riscontrati nel cervello.

La causa primaria non è ancora del tutto certa, sicuramente è una malattia multifattoriale, che sta divenendo l’epidemia più importante del nuovo millennio, si stima che nel 2050, 1 persona su 85 potrebbe esserne colpita. (Brookmeyer R. et al.Forecasting the global burden of Alzheimer’s disease, in Alzheimer’s and Dementia, vol. 3, nº 3, luglio 2007, pp. 186–91, DOI:10.1016/j.jalz.2007.04.381PMID 19595937World population prospects: the 2006 revision, highlights (PDF), Working Paper No. ESA/P/WP.202, Divisione per la popolazione, Dipartimento per gli affari economici e socialiONU, 2007. 

Che cos’è l’alluminio?

L’alluminio è il più abbondante dei metalli sulla Terra. Non esiste allo stato libero in natura. Unito all’ossigeno, al fluoro e al silicio, esso costituisce circa l’8% della crosta terrestre.
L’alluminio è il 13° elemento della Tabella degli Elementi di Mendeleïev, posto tra il magnesio, 12° elemento, e il silicio, 14° elemento. E’ uno dei metalli più leggeri. Tratto da:http://www.comilva.org/alluminio-e-vaccini/

L’alluminio ha, in percentuali bassissime, un ruolo anche nel corpo umano come oligoelemento, ma come altri microminerali come il rame o lo zinco, quando supera la soglia di utilità diventa dannoso; la vita è fatta di equilibri infinitesimali, che noi stiamo stravolgendo vittime e artefici più o meno consapevoli: dell’inquinamento ambientale, dell’alimentazione industriale, dell’agricoltura intensiva, ecc.

Studi su alzheimer  e alti livelli di alluminio

Nel mondo ci sono tanti studi  sulla responsabilità dell’alluminio nelle malattie degenerative come l’ alzheimer, ad esempio:

Louisiana State University, guidati da Dr.Walter Lukiw, Ph.D, quello della Keele University nel Regno Unito  e tanti altri,  ma nessuno conclusivo, anche se le prove scientifiche esistenti e crescenti lasciano poco spazio ai dubbi.

Dove si trova più frequentemente l’alluminio

Viviamo in mondo avvolto da tanti metalli tossici, fra questi l’alluminio che è ormai ubiquitario: nell’acqua. nell’aria, nei cibi, nei farmaci, nei prodotti igienici, cosmetici, utensili da cucina, protesi,  quindi lo possiamo trovare nei:

  • Cibi come lievito in polvere, farina auto-lievitante, sale, latte in polvere, crema per caffè, prodotti da forno e  alimenti trasformati, coloranti e antiagglomeranti.
  • budini e yogurt chiusi con un tappo argentato.
  • Medicine come antiacidi, analgesici, anti-diarrea, e altri; additivi, come stearato di alluminio ad azione gelificante
  • Vaccini anti-Epatite A e B, Hib, DTaP (difterite, tetano, pertosse), vaccino pneumococcico, Gardasil (HPV) e altri.
  • Cosmetici e prodotti per la cura personale, come gli antitraspiranti, deodoranti (compresi i cristalli di sale, fatti di allume), lozioni, creme solari e shampoo.
  • Prodotti di alluminio, comprese pellicole di alluminio, lattine, contenitori di succhi e bottiglie d’acqua

Certo non è un consumo sporadico a creare danno, ma l’accumulo che giornalmente facciamo: acquistiamo prodotti impacchettati e/o cotti in contenitori e fogli di alluminio, utilizziamo noi stessi in cucina fogli, contenitori e pentole senza considerare l’impatto che l’acido di certi cibi produce sull’assorbimento dell’alluminio.

Chi mangia nei ristoranti o nelle mense può avere maggior possibilità di assumere cibi “additivati” di alluminio, visto che la maggior parte delle mense e dei ristoranti usano pentolame di alluminio,  per la loro capacità di diffondere velocemente il calore.

Anche l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo dall’acquedotto o dalla bottiglia, contiene alluminio in piccole quantità, anche le verdure assorbono alluminio quando questo precipita con la pioggia e si aggrega ad altre particelle.

Oltre a conoscere dove l’alluminio è più concentratooccorre mettere in atto dei comportamenti atti ad evitare il più possibile il suo effetto dannoso, come al solito la conoscenza fa la differenza”.

Quali sono i livelli massimi di alluminio?

L’acqua per essere potabile spesso viene sottoposta all’alluminio dalle grandi stazioni di depurazione, per questo l’OMS giudica che le grandi stazioni di depurazione sono capaci di distribuire un’acqua contenente al massimo 100 microgrammi di alluminio per litro.

La prima Conferenza internazionale riguardante il ruolo di questo metallo sul SNC e che aveva per titolo “Metalli e il cervello”, (Università di Padova 20-23 settembre 2000) raccomanda, di non superare la dose di 50 microgrammi per litro di acqua potabile.http://www.comilva.org/alluminio-e-vaccini/

Per i dializzati alcuni raccomandano un’acqua contenente meno di 30 microgrammi di alluminio per litro, altri anche meno di 10 microgrammi per litro.

Esami per conoscere il livello di alluminio nel corpo

Poichè l’alluminio si deposita nei corpi molli  come: il cervello, fegato, tiroide, ossa e non nel sangue e urine, è difficile rilevarlo.

Con il Mineralogramma del capello si può avere un responso abbastanza affidabile; i capelli però devono essere esenti da tinte e permanenti per non alterare il test.

Come fare per eliminare l’alluminio dal corpo

Dopo aver letto studi e ricerche, sembrerebbe che non ci sia nulla da fare per contrastare l’ inquinamento da alluminio, ma il corpo umano ha la capacità di detossificarsi  e lo fa soprattutto con i cibi ricchi di:

glutatione, è il disintossicante intracellulare più importante, necessario per invertire lo stress ossidativo. L’alluminio altera la capacità del corpo di espellere il mercurio impedendo la produzione di glutatione; quindi, se il carico in alluminio è alto, il corpo sarà potenzialmente più intossicato anche dal mercurio.

zolfo, il corpo e in particolare il fegato ha bisogno di zolfo per detossificarsi, ma anche per produrre glutatione. E’ contenuto nella cipolla, aglio, broccoli, uova, carne, in alcuni integratori come MSM (metilsulfonilmetano)

silice, su quest’ultimo minerale, così importante per il nostro corpo, è stato fatto uno studio pubblicato dal «Journal of Clinical Nutrition» (2005, 81:897-902) che ha dimostrato che un’alta assunzione di silice minerale può ridurre il rischio  di sviluppare una demenza, o il morbo di Alzheimer. Si trova in alcune verdure ed erbe selvatiche come: equiseto, ortica, bamboo, ecc.

Terapie:

Oltre alla terapia chelante EDTA fatta con iniezioni, ci sono altri sistemi più naturali, anche se non riconosciuti scientificamente, come ad esempio:

la Zeolite Clinoptilolite, un minerale di origine vulcanica fatto di silicati di alluminio, ma  a quanto pare l’alluminio contenuto non è assorbile dal corpo. La Zeolite viene utilizzata come additivo alimentare in Giappone e in Russia per bonificare terreni contaminati da radiazioni.

Il Coriandolo, o cilantro, o prezzemolo cinese in estratto o come pianta fresca, pare abbia la capacità di chelare, oltre al mercurio, anche l‘alluminio da un articolo Pubmed: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8686573

La Melatonina: Le ricerche come https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16264393, hanno dimostrano che la melatonina ha un ruolo nel vincolare i metalli ed è un integratore utile nel trattamento dei disturbi neurologici in cui è coinvolto lo stress ossidativo, compreso quindi l’Alzheimer. La melatonina può viaggiare liberamente attraverso tutte le barriere cellulari, facilitando la rimozione di metalli tossici come l’alluminio. Sembra anche capace di sopprimere l’attività ossidativa dell’alluminio nel cervello.

il Mima digiuno del dott. Longo è la nuova frontiera antidegenerativa legata anche  alla rigenerazione dei neuroni, favorita da un digiuno controllato dal punto di vista calorico. C’è uno studio avviato nel 2017 all’Ospedale San Martino di Genova su pazienti con demenza.

Halzheimer e cibo

Apriamo la nostra cucina a cibi il meno possibile inquinati e con caratteristiche biologiche tali che, possano aiutarci a contrastare i fenomeni degenerativi.

Ci sono cibi che più di altri  contengono sostanze “funzionali” che ci possono aiutare anche a contrastare  l’alzheimer. 

Di seguito alcuni ricette e consigli su come cucinare alcuni piatti a base di ortaggi, verdure ed erbe selvatiche.

Nb* gli ingredienti dei piatti presentati di seguito non hanno dosi, questo per una cucina libera, fantasiosa e personalizzata.

Alimento base: lEQUISETO

focus:

L’Equiseto, conosciuto fin dall ’antichità tanto da essere definita da Galeno una “panacea”, è stato da sempre usato per la sua azione diuretica, emostatica e remineralizzante, quest’ultima è caratterizzata dalla presenza in quantità di silice organica.

La polvere di equiseto micronizzata si può richiedere in erboristeria, si può versare in un contenitore dispenser e condire insieme a del sale aromatico: verdure cotte e crude, minestroni, zuppe, torte salate, minestre e per fare della pasta casalinga come ad esempio:

Lasagnetta all’equiseto e rape

Cosa serve:

polvere di equiseto micronizzata (1 cucchiaino per etto di farina)

farina di farro tipo 0 oppure 1

cavolo rapa possibilmente con le foglie, pastinaca

porro, passata di pomodoro, latte di soia o avena

parmigiano  o sfarinato vegan (mandorle e lievito di birra)

olio Evo e sale aromatico.

Come si fa: lessare in poca acqua le foglie del cavolo rapa, passare le foglie al mixer aggiungendo un po’ di acqua di cottura fino ad ottenere una crema, con questa impastare la farina mista a polvere di equiseto e creare un impasto elastico.

Realizzare una sfoglia e ritagliare dei quadrati che andranno lessati in acqua con un filo di olio, per evitare che si attacchino durante la cottura.

Per il sugo di cavolo rapa: tagliare a fettine il cavolo, la pastinaca e il porro, far rosolare delicatamente in olio, aggiungere della passata di pomodoro e dell’acqua.

A cottura ultimata passare leggermente al mixer.

Preparare una salsa besciamelle incorporando l’olio alla farina e a un pizzico di sale, aggiungere poi il latte caldo, mescolare bene e portare a bollore.

Preparare la lasagnetta direttamente nel piatto di portata alternando: sugo, lasagnetta, salsa besciamelle e parmigiano, per almeno 3 strati e gratinare in forno.

Alimento base l’ORTICA

focus:

L’ortica è la regina delle erbe selvatiche, infatti  è l’erba alimurgica più utilizzata in tempi di scarsità alimentare.

Contiene una quantità considerevole di proteine, a secco più del 30%, minerali come il magnesio, il ferro e silicio.

Pizza di ortica all’aroma di coriandolo

Cosa serve: 

2 tazze di farina di farro tipo 1 oppure 0,

foglie di ortica cotta frullata (2-3 manciate di foglie di ortica lessate in poca acqua e frullate finemente)

½ cubetto di lievito di birra

pomodorini gialli e rossi

mozzarella vaccina o di bufala, oppure di riso

coriandolo fresco

punte di asparagi o asparagina (se di stagione)

miele di acacia

olio Evo

sale alle erbe

Come si fa: 

sciogliere il cubetto in poca acqua leggermente tiepida e il miele, aggiungere il frullato di ortica e amalgamare il tutto alla farina. Impastare realizzando un panetto soffice, che andrà fatto lievitare coperto in luogo tiepido per circa 30-40 minuti. Rompere la lievitazione, con l’aiuto del palmo delle mani e delle dita tirare l’impasto all’altezza desiderata e stendere in una leccarda; far lievitare ancora per circa 20 minuti.

Spargere pomodorini gialli e rossi tagliati a metà, e/o passata di pomodoro, mozzarella vaccina o di riso, punte di asparago, irrorare con olio Evo. Le foglie di coriandolo fresche o in mancanza di maggiorana o basilico andranno messe a cottura ultimata.

Cottura in forno a  200°.

Nella versione vegan, si può utilizzare la mozzarella di riso, oppure una crema fondente di riso basmati.

Alimento base: il CORIANDOLO

Focus:

il coriandolo è un’erba  aromatica  apprezzata  soprattutto  sotto  forma  di rotondi frutti secchi, ma anche le foglie e i frutti freschi si possono utilizzareper farne ad esempio: un pesto dall’aroma molto particolare, ma gustoso al palato.   Sarà apprezzato dai palati più arditi, ma  anche da chi ne conosce le proprietà salutistiche: carminative, antispasmodiche, ma soprattutto detox metalli pesanti.

 Pesto di coriandolo

Cosa serve:

una manciata di coriandolo fresco, 1 manciata di noci, 2 spicchi

di aglio,  peperoncino,  olio Evo e sale.

Come si fa:

in un mortaio pestare le noci con il sale, il peperoncino e l’aglio.

Aggiungere man mano le foglie di coriandolo e a filo l’olio, fino a ridurre il

tutto in una verde poltiglia molto aromatica. Si conserva in frigorifero o nel surgelatore.

Il pesto si può spalmare su tartine, salse, bruschette  o per condire la pasta:

 

 Fusilli di farina di riso e piselli al pesto di coriandolo

Cosa serve:

fusilli di riso e piselli Bio-In, oppure pasta all’equiseto, o all’ortica della ditta https://www.la-romagnola.it/

pesto di coriandolo

olive nere

Come si fa:     

Condire la pasta con il pesto saltandola nel tegame di cottura della pasta avendo cura di lasciare un pò di acqua di cottura.

Spargere un trito di olive nere.

 

 

Alimento base: I CAVOLI

focus:

tutta la famiglia dei cavoli, ma in particolare broccoli, cavolo verzotto e cavolini di Bruxelles sono ricchi di aminoacidi solforati (cisteina) precursore del glutatione, inoltre sulforafano, indolo 3 carbinolo ad azione protettrice cellulare. Andrebbero mangiati a crudo e masticati molto bene per permettere la conversione dei glucosinolati  in sulforafano ad opera della mirosina.

Insalata di cavoli, cipolla e coriandolo

Cosa serve: 

cavolo rosso

cavolo cappuccio bianco

cimette freschissime di cavolfiore

cipolla rossa

rucola

coriandolo frutti essiccati

limone o bergamotto succo

chicchi di melagrana

pane raffermo integrale

aglio rosa

curcuma radice fresca

Mix olio Evo-lino,

sale aromatico alle alghe

Come si fa: sgranare le cimette a mano, tagliare a fettine sottili i cavoli. Affettare la cipolla e lasciarla macerare per 10 minuti nel succo di limone e sale, versare il condimento in una ciotola e miscelare all’olio (75% olio Evo – 25% olio di lino spremuto a freddo) e al coriandolo.

Condire l’insalata con l’emulsione, spargere foglioline di rucola e semi di melagrana. Servire con fettine di pane leggermente tostato e strofinato con aglio e radice fresca di curcuma.

Alimento base: le ALGHE

Focus:

le alghe marine sono un superfood, contengono oltre all’oligoelemento iodio anche, e soprattutto gli alginati  che hanno proprietà chelanti, ovvero legano i metalli pesanti o sostanze tossiche presenti nell’organismo e ne inibiscono l’assorbimento a livello intestinale .

Involtini all’orientale di quinoa

vedi ricetta qui…http://www.gabriellafrancesconi.it/ricette-alla-quinoa-per-colazione-e-spuntini/

Crema di avena alle alghe arame

Cosa serve:

farina di avena

alghe arame

brodo vegetale (verdure miste e tanta cipolla o porro)

aglio

scalogno o cipolla

curcuma

parmigiano o farina di mandorle o anacardi

olio Evo

sale alle erbe

Come si fa:

tostare leggermente la farina di avena.

Fare un soffritto con: olio Evo, cipolla, aglio e alghe, aggiungere la farina e del brodo vegetale.

Portare a cottura mescolando.

Spargere curcuma in polvere e insaporire con parmigiano o farina di mandorle o anacardi.

 

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