Equiseto: uso fitoterapico e culinario

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Se ci s’incammina in prati mal drenati o in ombra, possiamo incontrare la famiglia delle Equisetaceae che comprende diverse specie ma, due in particolare sono di dimensione e utilizzo apprezzabili:

Equiseto Arvense e Maximum

L’Equiseto arvense o dei campi si trova anche in terreni non troppo umidi, di dimensioni modeste, i fusti fertili sono di circa 6 mm. di diametro.
L’Equiseto maximum ha fusti fertili che raggiungono i 2 cm. di diametro e sono alti oltre il metro e mezzo, con forma piramidale più allargata e cresce in zone più umide.
Attenzione a non cogliere l’Equiseto palustre che vive in zone paludose con le radici immerse in acqua, contiene equisetina, un alcaloide tossico che spesso ha fatto vittime nel bestiame al pascolo.
Siamo di fronte ad una pianta dalle caratteristiche uniche: non ha foglie ma verticilli e una struttura segmentata fatti di nodi che facilmente si possono staccare, ha strutture fertili e sterili che si alternano durante le stagioni.
Se la macchia è di una certa dimensione, sembrerà di essere tornati alla preistoria della botanica.
Al tocco dei cauli (fusto di sostegno) e dei verticilli si avverte una ruvida setosità, da questo deriva il nome di coda cavallina perché ricorda le setole della coda del cavallo.

Aspetti Botanici dell’Equiseto

Famiglia: Equisetaceae

Nome polare: coda cavallina, asperella

Nome scientifico: Equisetum arvense, Equisetum maximum

Habitat: zone umide, terreni freschi e mal drenati, dalla pianura alla montagna

Morfologia: pianta erbacea con rizoma sottile di color nerastro che emette

Fusti fertili: alti 20 cm. di color rosa-grigio, ad ogni nodo hanno le foglie saldate a mo’di guaina sfumata di rossastro attorno al fusto e terminano con una spiga che porta gli sporangi pieni di spore

Fusti sterili: nascono quando i fertili muoiono, sono di color verde, alti 30-50 cm circa con linee verticali ruvide e cavi all’ interno

Rami (verticilli): sono quadrangolari e ai nodi hanno piccole guaine di 4 foglioline

Fiori: l’equiseto non produce fiori, si riproduce per spore, questo è indice di pianta antichissima, pare discenda da piante vegetanti 400 milioni di anni fa.

Aspetti Salutistici dell’Equiseto

L’ Equiseto e le sue proprietà:

Diuretica-Emostatica-Remineralizzante-Emopoietica

Conosciuto fin dall’antichità tanto da essere definita da Galeno una “panacea”, è stato da sempre usato per la sua azione diuretica, emostatica e remineralizzante.
Gli studi farmacologici dei primi del 900 hanno confermato questa triplice attività,
alle quali si è aggiunta quella emopoietica, stimolata dal succo fresco dalla pianta, in quanto a 50° la sua capacità antianemica cessa, quindi si dovrebbe centrifugarlo e berne il poco prezioso succo.
L’azione diuretica, si manifesta senza alterare l’equilibrio elettrolitico, favorendo il drenaggio degli edemi, inoltre l’aumento della diuresi è utile in caso di infezioni e infiammazioni delle vie urinarie.

Equiseto e Silicio

Le radici dell’Equiseto sono artefici di una straordinaria trasformazione, infatti, riescono ad assorbire i sali alcalini dell’acido silicico fino a formare due forme di silicio, solubile e insolubile e tutto questo anche se cresce su terreni calcarei.
Il silicio insolubile dà alla pianta le caratteristiche abrasive e la capacità quasi unica di schermarsi dalla luminosità troppo intensa.
È il silicio solubile, molto biodisponibile, che ha proprietà remineralizzante e pare porti alla formazione del carbonato di calcio per variazioni di sito degli elettroni.
Il corpo umano contiene molto silicio non solo nelle ossa, ma anche nei capelli, cartilagini, pareti delle arterie, timo, surreni, pancreas e a livello celebrale.
Grazie alla sua funzione rimineralizzante dovuta alla presenza di silicio, la formazione del callo osseo è più veloce di quella effettuata con integrazioni di solo calcio.
Si consiglia l’assunzione di 1-2 g. di polvere micronizzata  in caso di:

  • fratture, osteoporosi menopausale e gravidica, in questo caso è forse una delle poche piante consigliate, anche se con le opportune cautele
  • Sostegno del tessuto cartilagineo aortico e tendineo
  • Difficoltà di cicatrizzazione, aumenta l’elasticità cutanea influendo sull’equilibrio colloidale cellulare

Nb. In caso di utilizzo da parte di bambini o anziani, si può fare una pastella dolce mescolando:

1 cucchiaio di miele con 1 cucchiaino da caffè di Equiseto in polvere.

Equiseto Uso Esterno

Il decotto di Equiseto e Iperico è un ottimo aiuto contro piaghe e decubiti, così come il cataplasma caldo o freddo tenuto per alcune ore sulla parte.
In caso di tagli in cui è difficile arrestare il flusso di sangue, si può mettere un po’ di polvere sulla ferita dopo averla pulita e disinfettata con acqua ossigenata.

Equiseto ed Estetica

Oltre all’assunzione interna, l’Equiseto, se  utilizzato esternamente può prevenire l’invecchiamento del derma, di seguito una maschera da applicare almeno 2 sere la settimana:
1 cucchiaio di Equiseto polvere 

3 cucchiai olio di semi di lino o mandorle

miscelare fino a formare una crema che andrà spalmata sul viso e lasciata per 1/2 ora e poi risciacquata.

Curiosità

La polvere di Equiseto è un ottimo abrasivo-lucidante per pentole e coltelli.
Poiché il silicio è un chelante dell’alluminio, minerale molto presente nell’ambiente e di conseguenza anche nei nostri organi come quello celebrale, bisognerebbe assumerlo quotidianamente.

Clicca qui per le ricette che propongo a base di Equiseto

Tutto ciò che è stato scritto non vuole sostituirsi a diagnosi e cure mediche, ma ha un intento puramente informativo e di stimolo al raggiungimento e mantenimento di una buona salute.

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